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Rassegna Stampa

Il parere cattolico sugli avvenimenti.
By C.L.



sabato 22 settembre 2018 Buona Notte! Sei il 147510° visitatore


DOMENICA 23 SETTEMBRE 2018

XXV Domenica del Tempo ordinario

L'insegnamento di Gesù:
chi vuol essere primo sia servo di tutti

Il Vangelo ci sorprende con parole inusuali, ci consegna tre nomi di Gesù che vanno controcorrente: ultimo, servitore, bambino, così lontani dall'idea di un Dio Onnipotente e Onnisciente quale l'abbiamo ereditata. Il contesto. Gesù sta parlando di cose assolute, di vita e di morte, sta raccontando ai suoi migliori amici che tra poco sarà ucciso, è insieme con il gruppo dei più fidati, ed ecco che loro non lo ascoltano neppure, si disinteressano della tragedia che incombe sul loro maestro e amico, tutti presi soltanto dalla loro competizione, piccoli uomini in carriera: chi è il più grande tra noi? Penso alla ferita che deve essersi aperta in lui, alla delusione di Gesù. C'è di che scoraggiarsi. Tra noi, tra amici, un'indifferenza così sarebbe un'offesa imperdonabile. Invece il Maestro del cuore, ed è qualcosa che ci conforta nelle nostre fragilità, non rimprovera gli apostoli, non li ripudia, non li allontana, e tanto meno si deprime. Li mette invece sotto il giudizio di quel limpidissimo e stravolgente pensiero: chi vuol essere il primo sia l'ultimo e il servo di tutti. Il primato, l'autorità secondo il Vangelo discende solo dal servizio. Prese un bambino, lo pose in mezzo, lo abbracciò e disse: chi accoglie uno di questi bambini accoglie me. È il modo magistrale di Gesù di gestire le relazioni: non si perde in critiche o giudizi, ma cerca un primo passo possibile, cerca gesti e parole che sappiano educare ancora. E inventa qualcosa di inedito: un abbraccio e un bambino. Tutto il vangelo in un abbraccio, un gesto che profuma d'amore e che apre un'intera rivelazione: Dio è così. Al centro della fede un abbraccio. Tenero, caloroso. Al punto da far dire ad un grande uomo spirituale: Dio è un bacio (Benedetto Calati). E papa Francesco, a più riprese: «Gesù è il racconto della tenerezza di Dio», un Dio che mette al centro della scena non se stesso e i suoi diritti, ma la carne dei piccoli, quelli che non ce la possono fare da soli. Poi Gesù va oltre, si identifica con loro: chi accoglie un bambino accoglie me. Accogliere, verbo che genera il mondo come Dio lo sogna. Il nostro mondo avrà un futuro buono quando l'accoglienza, tema bruciante oggi su tutti i confini d'Europa, sarà il nome nuovo della civiltà; quando accogliere o respingere i disperati, che sia alle frontiere o alla porta di casa mia, sarà considerato accogliere o respingere Dio stesso. Quando il servizio sarà il nome nuovo della civiltà (il primo si faccia servo di tutti). Quando diremo a uno, a uno almeno dei piccoli e dei disperati: ti abbraccio, ti prendo dentro la mia vita. Allora, stringendolo a te, sentirai che stai stringendo fra le tue braccia il tuo Signore.









SOSTEGNO ECONOMICO ALLA CHIESA CATTOLICA
Firma il 730 e il CUD per devolvere parte delle tasse alla Chiesa cattolica

Il sistema di reperimento dei fondi non è automatico! Richiede la firma, ossia il gesto volontario del contribuente. Coloro che quest’anno sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, devono lo stesso firmare nell’apposito riquadro e inviarla al Ministero. In fondo alla chiesa potete ritirare le buste e anche lasciare il vostro modello CUD firmato (diversamente si può portarlo anche in canonica.

Grazie alla Legge 266/05 possiamo scegliere di destinare una quota pari al 5 per mille della nostra IRPEF a sostegno del volontariato.

Noi vi invitiamo a devolvere questo contributo alle organizzazioni di ispirazione cristiana. Come per esempio nella nostra parrocchia ci sono La Scuola Materna Monumento ai Caduti, L’Associazione Arcobaleno e la Coop. Il Giglio e altre. In modo particolare invitiamo a sostenere le seguenti opere educative che operano nella nostra parrocchia:

L'ASSOCIAZIONE GIOVANNI PAOLO II
riportando nell’apposito riquadro il codice fiscale 91080740938

perché chi decide di destinare, in fase di dichiarazione dei redditi, il 5 per mille della propria IRPEF a queste organizzazioni di Volontariato deve apporre la propria firma nel primo riquadro contrassegnando con il codice fiscale dell'associazione. Quest’anno abbiamo ricevuto 950 euro dal ricavato 5x1000 e abbiamo comprato un computer per i ragazzi.

Vi presentiamo in sintesi le nostre opere:

1. dove i ragazzi sono impegnati tutto l’anno in un percorso educativo (35/40 partecipanti)
2. GREST circa 8 settimane di divertimento sano e di sostegno per circa 330 iscritti l’anno scorso
3. Like and Share progetto di cittadinanza attiva per i giovani: ricerca sul territorio, animazione Epidemic Sound ecc.
4. che offre una serie di iniziative per aiutare nei primi anni di vita i genitori e i nonni a fare attività ludiche e di formazione. Oltre 40 famiglie partecipanti ed aperto tre giorni alla settimana per passare del tempo in un ambiente attrezzato
5. Accreditamento lex reg. 41 Sostegno scolastico ed extrascolastico per persone con disabilità motoria e mentale. Assistiamo circa 6 persone cercando di interagire con gli altri in un luogo aperto come l’oratorio trovando giovamento
6. Dopo la campanella, doposcuola animato e interattivo. Non solo compiti ma anche gioco e attività ludiche per oltre 40 ragazzi con varie attività oltre fornire la mensa e l’accompagnamento.
7. Partecipiamo e siamo facilitatori nel tavolo di educativa Dire Fare e Educare del Comune di Porcia
8. Mensa sociale, microimpresa solidale per l’inclusione, ultima nata a partire da settembre per avviare al lavoro le persone con disabilità ma ad alta qualificazione.

Tutto ciò è possibile con l’aiuto dei soci volontari e del personale che dedica il suo tempo anche oltre le ore di lavoro. Ma fondamentale è sottolineare che la nostra buona volontà non è sufficiente se non si coniuga con la buona volontà dei politici. Oggettivamente non sarebbe possibile il nostro operato se non ci fosse un aiuto da parte di chi ci governa a tutti i livelli: dal Nazionale passando per il regionale fino al particolare locale, che quando operano con realismo applicando quel principio di sussidiarietà che regola i rapporti di collaborazione tra lo Stato e il privato permette di realizzare quelle opere di aiuto e sostegno a favore di tutta la cittadinanza. Una collaborazione che non si sostituisce ai doveri dello Stato ma li completa migliorando la qualità di vita operando sul territorio con maggior efficacia. A tutti va il nostro Grazie.



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